Il generatore è il TX,
il cavo coassiale è la Linea e
il carico è l'Antenna.
E' ovvio (e risaputo) che se le impedenze sono uguali avremo tutta la RF
generata sull' Antenna.
E' invalso l'uso di cavo coassiale con 50-52 Ohm di impedenza, di conseguenza
anche gli apparati RTX sono costruiti con questa impedenza sul
connettore per il cavo coassiale , ma le antenne ?
Si ottiene la impedenza citata con vari sistemi, il più semplice è
porre i due bracci di un dipolo in modo da formare un angolo di
90/120°. Vi sono altri sistemi di adattamento, es. il gamma-match, e
veri trasformatori di impedenza. Questi sistemi di adattamento consentono di
trasferire l'energia generata sul carico costituito dall' Antenna
che irradia la RF nello spazio, ma lo spazio, dal punto di vista della RF, che
cosa è ?
Lo spazio è assimilabile ad una linea e, come tutte le linee, ha una
impedenza caratteristica, ne consegue che l'Antenna
deve ANCHE adattare l'impedenza della linea all'impedenza dello Spazio
che è di 377 Ohm. Il risultato è che per avere il massimo trasferimento di
energia ( al momento non consideriamo altri fattori ) da una
stazione trasmittente (TX)
ad una stazione
ricevente (RX)
deve verificarsi la condizione illustrata nella fig. 2.
Fig.2
Le impedenze di TX,
L1, A1, S, A2, L2, RX debbono essere
perfettamenta adattate diversamente avremo delle perdite
che si sommeranno alle perdite proprie delle linee, considerando linea anche lo
spazio tra le due stazioni. Non sempre è
possibile compensare tali perdite incrementando la potenza del TX anzi, in
alcuni casi, un incremento di potenza comporta un incremento delle perdite.
Al prossimo SPROLOQUIO, 73 de IW6MKI
Ubaldo